"Unico strumento del nostro lavoro sarà l'immaginazione.Occorre rimparare l'arte di costruire, per inventare i miti freschi onde possa scaturire la nuova atmosfera di cui abbiamo bisogno per respirare. (...) Il mondo immaginario si verserà in perpetuo a fecondare e arricchire il mondo reale...Immaginazione, fantasia... L'esercizio stesso dell'arte diviene un rischio d'ogni momento. Non esser mai certi dell'effetto. Temere sempre che non si tratti d'ispirazione ma di trucco...(Massimo Bontempelli, Realismo Magico)"


**QUESTIONI DI LIBRI**

sabato, 03 gennaio 2009
Stimolata dal commento di AltraBetta, vi propongo un altro finale, forse più in linea col postmodernismo, per il pastiche e il bricolage che ne è scaturito ...(il testo originale è qui)


continua da... BEFANE FELICI>>

La sera del 5 gennaio 2000, in onore al nuovo millennio appena scoccato, le tre deliziose vecchiette decisero di prendersi, prima di tirare il fatal sospiro, una rivincita sull'amaro destino che aveva contrassegnato la loro esistenza.
L'idea venne a Maria, la più disincatata per via di quelle frequentazioni di carestie** dove di sicuro alberga il diavolo in corpo, la quale già pensava di regalare a tutti un bel Vasari(o) d'acqua santa dove an_negare la Vita dei più grandi..

"Che ne dite se quest'anno strambiamo?" aveva  suggerito Pinta, la più moderna del gruppo.
"Sì, sì, cambiamo i doni, qualcosa da ricordare, per genitori sempre distanti dalle problematiche esistenziali dei figli, presi dal soldo e dalla fi...ehm pardòn, dal piacere: meritano una punizione, ecco!" sentenziò Nina, mentre pensava al suo ex e alla postina focosa.
"E per i bimbi buoni?" chiese Maria
"I bimbi  buoni avranno qualcosa da leggere quest'anno invece delle solite  dolcezze, mentre i cattivi saranno la piccola vendetta lombarda per le malefatte dei loro genitori!" affermò la Pinta che aveva letto tutti i libri degli Amicis del bar moderno.

Fecero una lista di probabili inguacchi e si divisero, ognuna col suo compito.

Il figlio del sindaco, già sulle orme del padre e sulle (f)orme della madre, si ritrovò un mucchio di  'art'arbone* in bustarella omaggio di vari amici smafiosi di essere riconoscenti  più un gruzzolo di ex voto di scambio per ringraziare il Santo patrono. A questi doni,  Nina, da vera esperta, aggiunse un kit-iama-ti-pupa,  trucchi  colorati per il futuro primo cives.

Il figlio del notaio ebbe in dono un notebuc ,  un appuntachiappette in pannolercio per ricordare le se(i)rate  da spendere in disco-teche da collezione,   e uno svuotacervello da viaggio  essendo una  vera testa di cuoio.


Il figlio del prefetto, grande e grosso come un carroamato con due maniglioni dell'amore  ad effetto antipatico, ricevette un trampolino per favorire la presa del potere a mezzo tuffo usucarpiato.


I figli gemelli del farmacista, trovarono la mezzacalzetta della mamma [che incessantemente gorgheggiava sulle note del  Flauto Magico]  piena di pizzini in lattice  e un bugiardino descrittivo  su come godersi l'esistENZA.


Solo ai bambini buoni, le tre care befane portarono libri di favole modernizzate, le più amate,  che andavano sotto il nome di "The faves", novelle naturalmente:  "Cenerantola ",   "Cappucciodiverza
",  " Il matto con gli stivali",  "Biancaneve e i sette nasi", " La bella violentata nel bosco", "Pomicino e i suoi fratelli" e..



** sacrestie
 
* C  aspir(in)ata, fenomeno linguistico toscano, altrimenti detto  "gorgia"


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postato da: elisnelpaese alle ore 17:28 | Permalink | commenti (17)
Commenti
#1   03 Gennaio 2009 - 20:34
 
l'amara dimensione umana delle tre befane giganteggia nei ritratti tridimensionali (molto belli davvero, il primo, in particolare, d'un cinismo commovente).
ottima anche la beffarda citazione biblica "non conobbe uomo".
nel finale, invece, o mi sfugge qualcosa, o la cunta si spegne senza il dovuto sussulto (chessò invece delle caramelle donavano ai bambini le *caravelle*).
:)
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#2   04 Gennaio 2009 - 07:26
 
tre camei davvero pregevoli, ché pare di vederla, la triade di vergini arpie, e il contrappasso tra il non ricevere e il dare è straniante. il comune naso adunco sdrammatizza il tutto cullando l'innata perfidia del lettore...;-)

Donato Cavallo
utente anonimo

#3   04 Gennaio 2009 - 10:48
 
*Cavallo Donato*, ti si guarda in bocca qualche volta?
Io no, ché la tua presenza qui mi consola, anche con i denti cariati ^-^
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#4   04 Gennaio 2009 - 12:27
 
Secondo me nessuna delle tre ha ancora smesso di cercare l'America.
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#5   04 Gennaio 2009 - 15:19
 
*Betta, tutti i finali dei miei racconti si spengono, per voc_azione: lascio al lettore la vari_azione immaginifica che "lu cunto" è riuscito a stimolare.
Ma questa volta rivedo il finale :)
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#6   04 Gennaio 2009 - 15:20
 
*Aitan, sì è possibile
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#7   04 Gennaio 2009 - 16:47
 
(e che a'Mmerica!)
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#8   04 Gennaio 2009 - 17:22
 
Perfida scrittrice senza un briciolo di comprensione per la senilità e le sue esigenze!!!
Avrei voluto vederle cavalcare qualcosa di diverso dal classico manico di scopa, povere vecchiarde dall'ormone inestinto...;-))
Insomma, cara Elis, avrei goduto d'un inno alla gioia (una nonna di Beethoven) della terza età, magari con qualche pensionato INPS ancora lubrico ancorché lombrico, o con il vegliardo Furio Colombo capitato lì per caso e neanche tanto, per la scoperta di nuovi territori in tumultuosa naviagrazione con le tre vecchiaravelle...;-)))
E comunque anche il finale infantilanarcoinsurrezionalista mi sta bene assai (quel 'pannolercio' me lo devo segnare...;-)))

Cav. Al Lo Pazzo
utente anonimo

#9   04 Gennaio 2009 - 18:43
 
povtano le calze ai bambini piene di caravelle?
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#10   04 Gennaio 2009 - 19:21
 
*Zop, lo ha pensato anche AltraBetta, ma nel 2000 non fu così...

*Majara, l'American Vegliard Cup ^-^

Cav. Al, non sarebbe stato educativo parlare in preserale di una strambata così inquietante.
La befana giunge per i bimbi, per i grandi c'è - una a caso - Ursula Cavalcanti, un nome una promessa :)
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#11   04 Gennaio 2009 - 21:24
 
Di la verità. Questo non è una fiaba ma il racconto della tua vigilia della Befana. E non dirmi che non è vero perchè quella sera c'ero anche io! Ridacchio. Potevi anche mettere una nostra foto migliore già che c'eri.
utente anonimo

#12   05 Gennaio 2009 - 11:00
 
*Noti, forse non ricordi che abbiamo scelto insieme la nostra migliore foto...:))
Anche se, devo dire, il naso adunco noi non l'abbiamo!
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#13   06 Gennaio 2009 - 09:35
 
Il tuo è anche un affabu(r)lare :))
Che bello poter sorridere, cara amica.
z
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#14   06 Gennaio 2009 - 15:31
 
Oh my god, la bella violentata nel bosco... e subito il sindaco a dire che è colpa sua che è andata a dormire in una zona abbandonata da dio!
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#15   06 Gennaio 2009 - 19:04
 
brillante assai.
un'altra fiaba moderna di grande attualità potrebbe essere "Alì Babà-Talia e i trecento milioni"...
:)
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#16   06 Gennaio 2009 - 19:34
 
e i figli del farmacista fecero la castr_azione filmica, mica caramelle: solo marachelle nella calza...calza di tana, viola perchè violata nel fosco....
fiaba (faba in sardo è fiaba ma anche bugia, così coi bugiardini siamo serviti...) gottica (da gotta).
irriverente e divertente....
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#17   07 Gennaio 2009 - 11:21
 
*Z, bisogna affaburlarsi della vita, l'ironia ( ma soprattutto l'autoironia ) ne è il sale! Abbracci.

*Skeight, una bravissima scrittrice inglese Angela Carter, scomparsa precocemenete, ebbe la felice idea di rivedere le favole/fiabe della nostra infanzia in chiave moderna, con valenza psicologica/sessuale. Era stata la traduttrice in Inghilterra, di Perrault e di altri "affabulatori" e quindi conosceva bene il tessuto narrativo. Prova a leggere "La camera di sangue" rivisitazione della famosa Barbablù e vedrai...
E fu un successo che ancora dura per i fortunati eredi.

*Altrabetta, brilla di luce riflessa :)

*Confessio, grazie per la traduzione dalla lingua sarda, in effetti non conoscevo..
Invece The faves (citazione inglese) associate a "novelle", riportano al saporito ortaggio buono col pecorino :)))
Merci.

Elisnelpaese

utente anonimo

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