Etereo
Lei se ne stava in disparte, guardava i fiori di cactus riflettere bagliori vermigli; lui non la vedeva, immerso in un mondo infinito dove la notte si fonde col giorno.
Sconosciuti a se stessi eppure intimi nelle movenze, sapevano di essere legati da un filo sottile che andava oltre il tempo e le cose, mescolati alle aurore e ai notturni di berceuses e ballate.
Ninfe plebee nella mente, lui adornava i costoni del monte con aculei di rara bellezza - rosso splendore di un innocente silenzio - accostava le stelle, disegnava le nuvole, sospingeva i fardelli di pianto e dolore dentro i raggi di un grande asfodèlo.
Lei saliva, scendeva , si affannava e soffriva, ogni tanto spariva o rifletteva se stessa in uno stagno di pallide hoya.
Dietro a un Bizet ballarono tutta la notte. Non si lasciarono più.
L'uomo e la sua ombra.



A ..

